esAtonie : note sulla musica

La sequenza dei brani musicali di esAtonie si sviluppa lungo due binari. Il primo è un estratto della performance - lettura di Aminta del Tasso, rappresentata a New York appena un mese fa. Anche in quella occasione la musica era eseguita dal vivo da me ed Antonella Voce. Con il regista Alessandro Fabrizi abbiamo ripetutamente lavorato su questo testo, mettendo in musica i tradizionali quattro intermedi (Proteo, Divi, Sante Leggi e Itene) ed altre parti dell' opera del Tasso. Questo è il binario delle parti solo musicali, tutte tratte dall' Aminta, e proposte in senso cronologico contrario rispetto alla struttura originale. L' altro binario è quello dei brani creati lavorando in sala con i danzatori ed il coreografo, utilizzando vari strumenti musicali e plasmando ritmi e armonie su sequenze di danza già esistenti, ma ancora senza un loro "suono". Per me è stato un lavoro interessante e stimolante, abituato come sono a creare (nella maggior parte dei casi) la musica prima del movimento, chiuso nel mio studio, partendo da strutture drammaturgiche, idee su delle dinamiche, insomma una serie di stimoli puramente intellettuali. Lavorare in sala con i danzatori, sentire la pulsazione della dinamica del movimento nell' aria mi ha riportato ai tempi in cui suonavo per le lezioni di danza. Allora però usavo il pianoforte, strumento che se per alcuni aspetti è fondamentale per la composizione, in altri pone un limite ovvio, quello timbrico. E così ho portato in sala chitarre, percussioni, una tanica del latte, bottiglie di vetro e una serie di macchine per elaborare i suoni. Anche in questa occasione non ho voluto usare nessun tipo di supporto preregistrato, perché vorrei che il pubblico non fosse fuorviato dall'ascolto di suoni che non nascono al momento. Alcune strutture musicali sono nate direttamente in sala, altre sono frammenti di altre composizioni rielaborate ed adattate sulle nuove coreografie. Per finire non posso fare a meno di raccontare unĠesperienza personale. Proprio a New York ho assistito a diversi spettacoli di danza di vario genere, dal New York City Ballet a performance in sala prova. La maggior parte (praticamente tutti) erano con la musica dal vivo. I motivi per cui in Italia questo succede molto raramente sono tanti. Per questo sono contento di essere sul palco con i danzatori, perché credo che questa dovrebbe diventare un' abitudine per tutti, smettere di affidare ad un nastro (e proprio io sono stato per anni costretto a farlo) la colonna sonora di uno spettacolo di danza. Vorrei che fosse di buon auspicio per il futuro. Gli strumenti utilizzati per la performance sono (in ordine di apparizione) : chitarra elettrica, batteria elettronica, bottiglie di vetro, tanica del latte, piccolo gong cinese, chitarra classica, chitarra classica, saz, arpa cinese, grande gong coreano, tar (greco), tamburo a sonagli tunisino, tamburo doppio pakistano, piccolo tamburello indiano, legnetti.

un ringraziamento particolare a Luigi Parravicini che controllerà il suono per la parte live.

Marco Schiavoni

 

 

 

 

 

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